Non entrare nel profilo Facebook di tuo marito o di tua moglie !!!

Entra nel profilo Facebook della moglie, condannato

CORTE DI CASSAZIONE – SENTENZA N. 2905 DEL 22 GENNAIO 2019

Con sentenza del 13 settembre 2017, la Corte di appello di Palermo ha confermato quella emessa dal Giudice monocratico del Tribunale della stessa città nei confronti di (omissis) , condannato per il reato di cui all’art. 615-ter cod. pen., commesso accedendo al profilo Facebook della moglie (omissis) grazie al nome utente ed alla password utilizzati da quest’ultima, a lui noti da prima che la loro relazione si incrinasse; l’imputato – secondo le sentenze di merito – aveva cosi potuto fotografare una chat intrattenuta dalla moglie con un altro uomo e poi cambiare la password, si da impedire alla persona offesa di accedere al social network.

Condanna: € 2.000,00 + spese processuali € 2.932,83 oltre accessodi di legge.


Come cambierà Whatsapp

Whatsapp bliderà l’apertura delle chat

Vogliono rendere più sicuro WhatsApp e al riparo dagli spioni: è in previsione una nuova funzionalità. Si tratta di una speciale protezione alle nostre chat che utilizza l’impronta digitale del telefono o l’inserimento di un PIN (per gli smartphone sprovvisti di riconoscimento di impronta digitale), per poter leggere i messaggi.

Per ora è in fase di test e solo per dispositivi Android.

2019 – Whatsapp non funzionerà più su alcuni Smartphone

Brutte notizie per chi utilizza WhatsApp con uno Smartphone datato

Dal 2019, infatti, l’app di messaggistica istantanea smetterà di essere compatibile con i sistemi operativi dei device più vecchi.

Niente più WhatsApp, quindi per i dispositivi Android con versione 2.3.7 o anteriore, e per gli iPhone con sistema operativo iOS7 o anteriori. WhatsApp, poi, non funzionerà più neanche con il Nokia S40, il Windows Phone 8.0 e sistemi operativi come BlackBerry OS e Blackberry 10.

Leggi articolo

Attività ispettive del Garante con il Gdpr

Attività ispettive del Garante con il Gdpr, la circolare di Fedeprivacy

Il piano delle ispezioni per il semestre in corso, è il primo ad essere stato varato dal Garante dopo la piena applicazione del GDPR, e vede sotto la lente degli ispettori dell’Autorità i trattamenti di dati effettuati da aziende e pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati di grandi dimensioni, le misure di protezione dei dati negli istituti di credito (specie con riferimento a segnalazioni di data breach), e i trattamenti di dati per attività di telemarketing.

Le ispezioni vengono svolte anche in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi telematiche della Guardia di Finanza, e i controlli vertono sul rispetto degli obblighi di informativa, sull’acquisizione del consenso nei casi previsti, sul periodo di conservazione dei dati e sulle misure di sicurezza per la loro protezione, e tengono conto, in particolare, del rispetto degli obblighi in tema di tenuta del registro dei trattamenti, di valutazione d’impatto e di designazione del Responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer).

Leggi Articolo completo

Tim Cook si scaglia contro la commercializzazione dei dati degli utenti ed elogia il GDPR

Tim Cook uspicando una normativa simile anche negli USA, si è unito al coro di voci che avvertono che i dati vengono usati contro persone e società, sostenendo che il commercio dei dati digitali è esploso in un vero e proprio “complesso industriale dei dati”. Il CEO di Apple ha citato la GDPR come regolamento a cui ispirarsi anche in USA.

Leggi Articolo

Wall Street Journal: Yahoo! scansiona le mail degli utenti per fini pubblicitari

Yahoo! scansiona le email degli utenti per vendere dati alla pubblicità, pratica che molte aziende tecnologiche hanno da tempo abbandonato per motivi di privacy. A sollevare il caso è il Wall Street Journal: spiega che Oath, l’azienda proprietaria di Yahoo! e divisione di Verizon Communications, ha lanciato un servizio dedicato agli inserzionisti che analizza oltre 200 milioni di caselle di posta, cercando indizi su quali prodotti potrebbero comprare gli utenti.

Leggi articolo