Dal 25 maggio ad oggi le violazioni di database in Italia sono “improvvisamente” aumentate del 500 per cento. Hanno interessato oltre 330.000 persone. E il nostro Paese si è scoperto viaggiare a una media di 140 attacchi al giorno. È l’effetto dell’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla Privacy, che obbliga tutti gli operatori a comunicare in maniera tempestiva le intrusioni informatiche. La relazione annuale del presidente dell’Autorità garante Antonello Soro, la prima ad essere presentata “nel nuovo quadro giuridico europeo, pienamente applicabile da poco più di un mese”, non poteva che partire da questo primo, parziale, bilancio.

QUASI 600 VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE

Le cifre che fotografano l’attività dell’Authority nel 2017. Sono stati adottati 573 provvedimenti collegiali, forniti riscontri a circa 6.000 quesiti e reclami (soprattutto per marketing telefonico, credito al consumo, videosorveglianza, concessionari di pubblico servizio, recupero crediti, settore bancario e finanziario), decisi 276 ricorsi, resi 19 pareri al Governo e al Parlamento, comunicate 41 notizie di reato all’autorità giudiziaria “per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e trattamento illecito”, effettuate 275 ispezioni, contestate 589 violazioni amministrative (quasi tutte per trattamento di dati senza consenso) e riscossi 3,8 milioni di sanzioni. Il 15 per cento in più rispetto al 2016.

FONTE: Repubblica.it