Come cambierà Whatsapp

Whatsapp bliderà l’apertura delle chat

Vogliono rendere più sicuro WhatsApp e al riparo dagli spioni: è in previsione una nuova funzionalità. Si tratta di una speciale protezione alle nostre chat che utilizza l’impronta digitale del telefono o l’inserimento di un PIN (per gli smartphone sprovvisti di riconoscimento di impronta digitale), per poter leggere i messaggi.

Per ora è in fase di test e solo per dispositivi Android.

2019 – Whatsapp non funzionerà più su alcuni Smartphone

Brutte notizie per chi utilizza WhatsApp con uno Smartphone datato

Dal 2019, infatti, l’app di messaggistica istantanea smetterà di essere compatibile con i sistemi operativi dei device più vecchi.

Niente più WhatsApp, quindi per i dispositivi Android con versione 2.3.7 o anteriore, e per gli iPhone con sistema operativo iOS7 o anteriori. WhatsApp, poi, non funzionerà più neanche con il Nokia S40, il Windows Phone 8.0 e sistemi operativi come BlackBerry OS e Blackberry 10.

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Attività ispettive del Garante con il Gdpr

Attività ispettive del Garante con il Gdpr, la circolare di Fedeprivacy

Il piano delle ispezioni per il semestre in corso, è il primo ad essere stato varato dal Garante dopo la piena applicazione del GDPR, e vede sotto la lente degli ispettori dell’Autorità i trattamenti di dati effettuati da aziende e pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati di grandi dimensioni, le misure di protezione dei dati negli istituti di credito (specie con riferimento a segnalazioni di data breach), e i trattamenti di dati per attività di telemarketing.

Le ispezioni vengono svolte anche in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi telematiche della Guardia di Finanza, e i controlli vertono sul rispetto degli obblighi di informativa, sull’acquisizione del consenso nei casi previsti, sul periodo di conservazione dei dati e sulle misure di sicurezza per la loro protezione, e tengono conto, in particolare, del rispetto degli obblighi in tema di tenuta del registro dei trattamenti, di valutazione d’impatto e di designazione del Responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer).

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Tim Cook si scaglia contro la commercializzazione dei dati degli utenti ed elogia il GDPR

Tim Cook uspicando una normativa simile anche negli USA, si è unito al coro di voci che avvertono che i dati vengono usati contro persone e società, sostenendo che il commercio dei dati digitali è esploso in un vero e proprio “complesso industriale dei dati”. Il CEO di Apple ha citato la GDPR come regolamento a cui ispirarsi anche in USA.

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Wall Street Journal: Yahoo! scansiona le mail degli utenti per fini pubblicitari

Yahoo! scansiona le email degli utenti per vendere dati alla pubblicità, pratica che molte aziende tecnologiche hanno da tempo abbandonato per motivi di privacy. A sollevare il caso è il Wall Street Journal: spiega che Oath, l’azienda proprietaria di Yahoo! e divisione di Verizon Communications, ha lanciato un servizio dedicato agli inserzionisti che analizza oltre 200 milioni di caselle di posta, cercando indizi su quali prodotti potrebbero comprare gli utenti.

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Ricatti sessuali via email. Il ricatto-truffa degli hacker a centinaia di italiani

“Abbiamo video di te che guardi i porno”. Il ricatto-truffa degli hacker a centinaia di italiani

Ricordano un poco i primi virus che facevano apparire la maschera della Polizia Postale, che annunciava che ti avevano “scoperto” ad utilizzare software illeciti, ma questa volta toccano un tasto, “forse”, più sensibile (chi non ha mai cliccato qualche immagine osè scagli la prima tastiera cit.). Non abboccate ….. anche se vi siete lasciati tentare !!!!

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Problemi di Calore con i MacBook Pro 2018

La scorsa settimana Apple ha lanciato i nuovi MacBook Pro con processore i9. Tuttavia dai primi test emergono problemi di raffreddamento

Che i MacBook Pro scaldino, soprattutto sotto sforzo, non è una novità: anche le attuali versioni, soprattutto quella da 13”, scaldano parecchio. Questo perché Apple ha scelto, volutamente, di gestire a modo suo la curva di raffreddamento dei processori: piuttosto che sentire le ventole che girano ad alto regime preferisce far scaldare il corpo unibody del Macbook. Scelta assai discutibile.

Oltre alle prestazioni, occorre tenere presente i possibili danni che possono subire le memorie SSD M.2 con l’aumento del calore, CON LA CONSEGUENTE PERDITA DEI DATI.

La prima cosa da fare, quando si acquista un MacBook Pro, è l’installazione di utility come smcFanControl, opensource e disponibile tramite Brew, oppure Macs Fan Control, spesso suggerita in combinazione con Coconut Battery. In questo modo si può aumentare il regime di rotazione della ventola tenendo il notebook più fresco e mantenendo la prestazioni più elevate.

Questa soluzione tuttavia non sarebbe di aiuto sulla versione con core i9, che anche con la coppa di ventole regolata al massimo non riesce a smaltire il calore in eccesso.

FONTE: DDAY